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Follie da miliardari: il dipinto da 10 milioni non entra nel mega yacht, la soluzione è da brividi

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La decisione presa da un miliardario britannico per adattare al meglio un dipinto al suo yacht accende il dibattito su arte, lusso e potere economico. Tutti i dettagli su questa vicenda.

Nel mondo dei superyacht di lusso, dove spesso arte e opulenza si intrecciano, si è verificato un episodio che ha fatto discutere critici e appassionati d’arte internazionali. Il proprietario dell’Aviva, l’imbarcazione di 98 metri di proprietà del miliardario britannico Joe Lewis, ha scelto una soluzione estrema per adattare un’opera d’arte al suo yacht, sacrificando l’integrità del dipinto.

Joe Lewis, uomo d’affari con un patrimonio stimato intorno ai 7 miliardi di dollari, è noto per personalizzare il suo superyacht Aviva trasformandolo in uno spazio espositivo galleggiante. Fra le opere più prestigiose che ha voluto esporre c’è un dipinto contemporaneo del celebre artista giapponese Takashi Murakami. L’intenzione era di collocare questo capolavoro nel beach club di bordo, una zona lounge all’aperto posta a poppa, diventata un vero e proprio salotto di lusso per gli ospiti.

Tuttavia, l’opera si è rivelata troppo grande per la parete disponibile, e il contesto esterno poneva problemi di conservazione a causa di salsedine e agenti atmosferici. Nonostante ciò, Lewis ha insistito per mantenere il quadro proprio in quella posizione. Per risolvere l’impasse è stata presa una decisione controversa: il dipinto è stato tagliato a metà per poter essere appeso. A raccontare i retroscena è Kriesel, un esperto d’arte tedesco coinvolto nel progetto, che ha definito la scelta “scioccante”.

Arte e lusso: quando il denaro supera la conservazione

Il gesto di dividere un’opera d’arte di Murakami ha inevitabilmente compromesso il valore artistico e commerciale del quadro, provocando scalpore tra i critici. Tuttavia, per Lewis, la perdita di valore è un dettaglio secondario rispetto al desiderio di esibire il pezzo nel contesto voluto. Un chiaro esempio di come il potere economico possa influenzare il destino di capolavori contemporanei.

Yacht Aviva

Yacht Aviva: la decisione presa da Joe Lewis è assurda – www.autocrossitalia.it

Questa vicenda si inserisce in un panorama più ampio in cui i superyacht diventano sempre più spesso musei privati. Si pensi, ad esempio, al Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, custodito sullo yacht Serene del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, valutato oltre 450 milioni di dollari.

Mentre lo scandalo del dipinto tagliato si diffonde, il mondo degli yacht continua a essere teatro di spese faraoniche e di scelte stravaganti. Recentemente, anche Mark Zuckerberg, CEO di Meta e tra gli uomini più ricchi al mondo con un patrimonio di oltre 250 miliardi di dollari, è finito al centro dell’attenzione per comportamenti discutibili nel suo quartiere di Palo Alto, dove ha dovuto chiudere una scuola privata non autorizzata all’interno della sua residenza.

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