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Entro un anno le auto potrebbero costare 2.000 euro in più: nuova stangata per tutti

aumento costo autoAuto, è allarme totale (www.autocrossitalia.it)

La nuova normativa promette veicoli più ecologici e sicuri, ma a un costo che potrebbe tradursi in un aumento di prezzo significativo.

Con l’avvicinarsi dell’entrata in vigore dell’Euro 7, prevista per il 29 novembre 2026, si intensificano le preoccupazioni nel settore automobilistico riguardo all’impatto economico sulle vetture nuove. La nuova normativa europea sulle emissioni promette veicoli più ecologici e sicuri, ma a un costo che potrebbe tradursi in un aumento di prezzo significativo per i consumatori.

Euro 7: un salto tecnologico dai costi elevati

L’Euro 7 rappresenta una delle più stringenti regolamentazioni ambientali mai adottate per il settore automobilistico. Come riportato dall’agenzia di stampa Adnkronos, i cambiamenti imposti dalla normativa non riguardano solo la riduzione delle emissioni inquinanti, ma anche l’implementazione di sistemi avanzati di sicurezza e controllo. Tra questi spicca l’OBM (On-Board Monitoring), definito dai media come un “vigile elettronico” che monitorerà costantemente le emissioni in tempo reale, garantendo il rispetto dei limiti imposti.

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Cosa potrebbe succedere tra qualche anno al mercato delle auto (www.autocrossitalia.it)

L’introduzione di queste tecnologie comporta inevitabilmente un incremento dei costi di produzione. Secondo le stime attuali, ogni vettura potrebbe subire un incremento di prezzo fino a 2.000 euro, mentre per i mezzi pesanti si parla addirittura di aumenti fino a 12.000 euro. Questi valori sono considerati da ACEA (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili) addirittura prudenziali, con previsioni che indicano incrementi ancora più marcati.

L’incremento di prezzo dovuto all’Euro 7 rischia di pesare fortemente sulle tasche dei consumatori, in un contesto dove il costo medio di un’auto nuova si aggira già intorno ai 30.000 euro. Il risultato potrebbe essere un rallentamento nel ricambio del parco vetture, con auto più vecchie che continueranno a circolare, contribuendo a mantenere elevati i livelli di inquinamento nonostante le norme più rigide.

Questa situazione si configura come un circolo vizioso: normative più restrittive comportano costi aggiuntivi che allontanano i consumatori dall’acquisto di nuovi modelli, rallentando il rinnovamento del parco auto e complicando il raggiungimento degli obiettivi ambientali prefissati. Inoltre, le case automobilistiche si trovano a fronteggiare sfide sempre più complesse, tra cui la concorrenza crescente dei produttori cinesi e le continue revisioni del Green Deal europeo, che influenzano strategie e investimenti.

Nel tentativo di ridurre l’impatto economico dell’Euro 7 sul consumatore finale, si sta sviluppando il progetto delle cosiddette E-Car, ovvero piccole vetture 100% elettriche pensate per il mercato europeo. Questi modelli, che dovrebbero arrivare già nel corso del 2026, saranno caratterizzati da una tecnologia meno complessa rispetto alle auto tradizionali, con l’obiettivo di mantenere un prezzo contenuto, stimato intorno ai 15.000 euro.

Anche se al momento mancano dettagli ufficiali e definitivi sul progetto delle E-Car, l’idea è quella di offrire un’alternativa più economica e sostenibile che possa incentivare il passaggio alla mobilità elettrica, superando le barriere di prezzo legate alle nuove normative sulle emissioni. Il successo di questa iniziativa sarà cruciale per la diffusione delle auto elettriche in Europa e per il raggiungimento degli obiettivi climatici del continente.

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