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Stellantis, scoppia la bufera: affronto senza precedenti

StellantisStellantis - www.autocrossitalia.it

Stellantis sta vivendo un periodo di transizione. Le ultime dichiarazioni, poi, non rasserenano le varie parti in causa. Chi è stato a pronunciarle? Ecco che cosa è accaduto di recente.

Il 2025 di Stellantis è stato un anno molto complicato e, per certi versi, di transizione. Le flessioni principali si sono registrate in particolare nel corso del primo semestre. Esse hanno interessato maggiormente, inoltre, i segmenti A e il mercato relativo ai veicoli commerciali. Il 2025, però, per Stellantis è stato anche un anno ricco di investimenti, con la realizzazione della 500 mild hybrid a Mirafiori e della nuova Compass a Melfi.

Inoltre, le aspettative per il 2026 sono maggiormente ottimistiche. Stellantis punta molto sulla Fiat e sul lancio di due nuovi modelli entro la fine dell’anno. Sarà necessario, inoltre, invertire anche la tendenza relativa alla produzione nel nostro Paese. Stellantis, infatti, in Italia ha fatto registrare i numeri più bassi in merito alla produzione dal 1954 a questa parte. Sono stati realizzati appena 379.000 veicoli circa, in calo del 20% rispetto all’anno precedente.

Quali dichiarazioni, poi, stanno scatenando reazioni su diversi fronti? Chi è stato a pronunciare – all’interno di Stellantis – alcune frasi abbastanza chiare e dirette? Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo argomento.

Stellantis, che stoccata: parole che lasciano il segno

Lo Chief Operating Officer per Enlarged Europe & European Brands e numero uno di Stellantis Pro One – Antonio Cappellano – ha rilasciato alcune dichiarazioni molto importanti sulle prossime strategie del gruppo automobilistico che racchiude ben 14 marchi storici. Nel farlo, ha toccato diversi argomenti, puntando anche il dito contro l’UE. Ecco che cosa ha dichiarato.

Emanuele Cappellano

Le parole di Emanuele Cappellano: che stoccata all’UE – www.autocrossitalia.it

Cappellano ha puntato il dito sulla quasi completa scomparsa sul mercato delle auto dal valore inferiore a 15mila euro: “I costi crescenti legati alla roadmap tecnologica stanno riducendo l’accessibilità, ed è proprio lì che sono scomparsi 3 milioni di veicoli dal mercato. Le auto sotto i 15.000 euro sono quasi sparite. La risposta vera è un approccio multi-energia: elettriche, ma anche full hybrid, mild hybrid, ibride plug-in, Reev e altre soluzioni“.

Da qui, ecco la stoccata all’UE: “Puntare su una sola tecnologia rischia di far sparire le auto accessibili e aumentare la dipendenza da tecnologie extra-europee. L’UE deve decidere se considera l’industria auto un asset strategico. Serve inoltre riconoscere che la decarbonizzazione passa da più tecnologie. Incentivare il rinnovo del parco circolante sarebbe molto più efficace che imporre mix elettrici irrealistici sui veicoli commerciali leggeri“.

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