Gli operai di Stellantis sono ancora una volta molto spaventati. Uno dei principali poli industriali è a rischio.
Negli ultimi anni il Gruppo Stellantis ha avuto non pochi problemi con il Governo Italiano – la famosa diatriba delle “bandierine” tricolore apposte sulle Topolino prodotte in Nord Africa per esempio – ma sopratutto con i suoi dipendenti. La crisi di marchi come Maserati, la de localizzazione della produzione di brand parte del gruppo e l’incertezza per una crisi che va avanti da anni non fanno stare tranquilli operai e sindacalisti.
Le proteste, sopratutto nel nostro paese, non sono mancate negli ultimi anni ma ci sono alcuni impianti che preoccupano più di altri. L’azienda, dopo l’addio a Carlos Tavares, ha iniziato una stagione di innovazioni e tagli, in linea con quello che molti brand come Nissan stanno facendo per restare a galla in un mercato dell’automotive sempre più esigente, costoso, spietato.
Alcuni lavoratori sono stati addirittura spostati in Serbia poiché negli stabilimenti del gruppo non ci sono abbastanza ordini da giustificare la loro permanenza in Italia. Ma non è nemmeno la situazione più critica, dato che la possibile chiusura di un polo lavorativo fondamentale potrebbe mettere a rischio quasi 2.000 lavoratori di tutti i tipi e di tutte le specializzazioni.
Termoli, rischio chiusura: 1.800 posti di lavoro a rischio
Lo stabilimento di Termoli in Molise, è in una situazione di stallo molto grave, con conseguenze su molti dei dipendenti. Teoricamente parlando l’enorme impianto dovrebbe essere il protagonista del progetto Gigafactory sul modello Tesla, da realizzare con una joint venture che comprende Stellantis, Mercedes, TotalEnergies. In pratica, il progetto è sospeso.

Il polo industriale di Termoli a rischio (ACI Club Italia) – www.AutoCross.it
Rimandata a tempo indeterminato la progettazione di quello che potrebbe diventare uno dei poli industriali più importanti del Gruppo Stellantis non solo nel nostro paese ma in Europa, la situazione per gli operai resta tesa. Al momento, ben 1.821 operai dell’impianto sono infatti in cassa integrazione, con il provvedimento estero fino al 31 agosto 2026 e riduzioni dell’orario di lavoro fino all’80%.
Il 22 dicembre si è tenuto a Roma un incontro tra il Presidente della Regione Molise Francesco Roberti e l’Assessore Andrea di Lucente ed i sindacati proprio per risolvere la situazione ma per il momento, non ci sono stati ulteriori sbocchi. Nell’interesse di tutti i lavoratori coinvolti, non possiamo che sperare in un intervento volto a risolvere questa spinosa situazione che coinvolge moltissime persone e le loro rispettive famiglie.
Problemi per i lavoratori del polo di Termoli - www.AutoCross.it






